Una bambina che viene mandata con la sorella in un orfanotrofio nel centro della Francia e tutte le domeniche aspetta invano che arrivi il padre a cercarla. Un’artista di cabaret con voice fioca che canta per un pubblico di soldati ubriachi. Una umile sartina che cuce orli nel retro di una sartoria di provincia. Una giovane, magrissima e mantenuta, a cui Etienne Balsam, il suo amante, offre un rifugio sicuro tra ozi e piaceri. Una donna innamorata che sa che non sarà mai la moglie di nessuno e rifiuta persino di sposarsi con Boy Capel, l’uomo che ricambia il suo amore.
Il film ricalca la struttura di Bianco, rosso e Verdone, pellicola che riscosse molto successo negli anni ’80, dove Verdone interpretava tre personaggi. Anche in questa pellicola, infatti, Carlo interpreta Raniero Cotti Borroni, Giovannino e Ivano. I tre, insieme alle rispettive mogli (Fosca, Valeriana, Jessica, rispettivamente Veronica Pivetti, Cinzia Mascoli e Claudia Gerini) si mettono in viaggio dopo il matrimonio. Le vignette divertenti e le frasi ripetute più volte, abbinate all’immensa bravura di Verdone nel calarsi nei 3 personaggi, rendono il film veramente bello e piacevole, senza troppe volgarità. Il personaggio di Raniero Cotti Borroni riprende a grandi linee il Furio di Bianco Rosso e Verdone, ma in chiave più cinica ed egoista.
In un futuro non troppo lontano, Toorop è un mercenario americano silenzioso ed efficiente, sopravvissuto alle guerre che hanno devastato il mondo all’inizio del ventunesimo secolo. Bandito dal suo paese, stanco, impermeabile alle illusioni e deciso a ritirarsi, viene contattato da un pezzo grosso della mafia russa per una missione di estrema importanza: scortare da Mosca a New York una ragazzina di nome Aurora e consegnarla alla papessa di una nuova e potente religione. Poche spiegazioni, molti misteri, troppi soldi. Ma Toorop accetta.
Nella loro ultima impresa spaziale mai vista prima in TV, Bender, Fry, Leela e tutta la squadra incontrano una ripugnante creatura dalle dimensioni planetarie dotata di miliardi di inquietanti tentacoli e ben presto si vedranno coinvolti in una sconvolgente e voluttuosa interplanetaria storia d’amore!…
Mary è una bambina di circa dieci anni, nata in India da due aristocratici inglesi: la madre, una donna frivola e superficiale, non si è mai occupata di lei e il padre è sempre lontano da casa. Mary è cresciuta da Ayah, la sua bambinaia, e da servi indigeni, diventando una ragazzina insensibile, scorbutica e solitaria.
Il poliziotto Deckard [Harrison Ford], già agente dell’unità speciale Blade Runner, viene forzatamente richiamato in servizio per “terminare” ["ritirare", nel gergo dei poliziotti] alcuni replicanti, i Nexus 6, androidi pressoché indistinguibili all’uomo, fuggiti dalle colonie extramondo e giunti furtivamente a Los Angeles, dove è interamente ambientato il film [e che appare degradata negli strati sociali più infimi, in cui è comunque predominante la componente asiatica]. I replicanti, capitanati da Roy Batty [Rutger Hauer] cercano di introdursi nella fabbrica dove sono stati prodotti, la Tyrell Corporation, nella speranza di riuscire a modificare la loro imminente “data di termine”.
Per festeggiare l’ultimo anno di liceo, Wendy [Mary Winstead] e i suoi amici si recano ad un luna park. Mentre il gruppo di amici sale sulle montagne russe, Wendy ha una visione premonitrice di cui sono protagonisti lei e i suoi compagni. Wendy insiste ad andare via dopo avere avuto la visione e, poco dopo l’attrazione cede gettando nel panico il parco di divertimenti…
È passato un anno dai tragici avventimenti del volo 180. Kimberly Corman [A.J. Cook], una giovane, si appresta a partire alla volta di Daytona insieme a tre amici; una volta in autostrada però, un enorme TIR che trasporta tronchi provoca un incidente catastrofico, dove Kimberly e compagnia muoiono… Invece no! Kimberly ha solamente visto tutto questo in una premonizione, ma la cosa l’ha talmente scioccata da non volere andare avanti nel tragitto, provocando una lunga coda di veicoli dietro di sé…
Degli adolescenti statunitensi sono pronti a partire per una gita scolastica in Francia. Tutti sono eccitati, l’aereo decollerà entro poche ore. Una volta saliti sull’aereo l’atmosfera è serena e festosa ma alcuni, soprattutto uno chiamato Alex Browning [Devon Sawa], sembrano tesi per il lungo volo. L’aereo parte e…
Lords of Dogtown è un film del 2005, diretto dalla regista statunitense Catherine Hardwicke. Il film è scritto da Stacy Peralta, già autore del documentario Dogtown and Z-Boys, con cui va confrontato. Il film trae spunto da una storia vera, quella del grande passaggio dalla famosa tavola ideata per cavalcare le onde, il surf, a quella creata dai surfisti per potersi allenare nei periodi in cui le onde dell Oceano Pacifico erano insufficienti, lo skateboard.